L’Elogio dell’Assenza | il mezzo busto fantasma di Antonio Manganaro
Un mezzo busto di Antonio Manganaro è stato collocato in un decurionato di una cittadina, ma si tratta di un’opera che si presenta come un “fantasma”, priva di occhi, bocca e dettagli. La scultura, che dovrebbe rappresentare l’autore, si distingue per la sua assenza di caratteristiche umane e per il suo aspetto spettrale. La statua è visibile in un luogo pubblico, circondata da un’atmosfera di attesa e sacralità.
Se esiste un luogo sulla terra in cui il tempo cronologico abdica formalmente per cedere il passo alla sacralità dell'attesa messianica, quel luogo è indubbiamente il decurionato della civitas sipontina. Un autentico tempio burocratico in cui la pianificazione strategica non si misura in banali mesi, e nemmeno in anni solari, bensì in intere ere geologiche. Il genere umano diventa un essere ameno: Homo Sapiens heri, Homo Politicus hodie, dotato di sordità telefonica selettiva. È esattamente in questa cornice di totale, rassicurante e marmoreo immobilismo, che si consuma uno dei più grandi e raffinati paradossi della storia cittadina: l’assoluto, rumoroso e persistente silenzio attorno alla figura monumentale di Antonio Manganaro. 🔗 Leggi su Ilsipontino.net

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