Il giudice Napolitano denuncia la sorveglianza di massa negli Usa | 60 mila spie in azione
Un giudice ha denunciato negli Stati Uniti l’esistenza di circa 60.000 persone impiegate in attività di sorveglianza di massa. La dichiarazione evidenzia come la pratica, considerata una minaccia ai diritti fondamentali, sia diffusa nel paese. La critica si concentra sulla presenza di un grande apparato di spionaggio, che mette in discussione i principi di tutela e rispetto delle libertà individuali. La notizia si inserisce in un quadro di crescenti preoccupazioni riguardo alle modalità di controllo statale.
C’era una volta l’America dei diritti inviolabili, del «sospetto fondato» come baluardo contro l’arbitrio del potere. Oggi, a giudizio dell’ex giudice Andrew Napolitano, gli Stati Uniti sono diventati «una nazione di sospetti» – dove ogni cittadino è potenzialmente un bersaglio, e dove lo Stato sorveglia senza mandato, senza reato, senza limite. Un quadro terrificante quello che emerge dall’analisi del noto giurista, che mette sotto accusa le pratiche di sorveglianza di NSA, Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e FBI. Pratiche che, secondo Napolitano, violano in modo sistematico e «diretto» il Quarto Emendamento della Costituzione americana. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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