Crepet sui prof picchiati e accoltellati l’accusa ai genitori amici dei figli | Violenti perché lasciati soli coi telefoni Facciamo come in Svezia
Secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, i comportamenti violenti tra ragazzi sempre più giovani sono collegati alla mancanza di supervisione degli adulti, che li lasciano soli con i telefoni. Crepet ha accusato i genitori di essere amici dei figli e di non intervenire adeguatamente. Ha suggerito di adottare modelli come quelli svedesi, dove si controllano maggiormente i giovani, per prevenire episodi di violenza come i picchiati e accoltellati recentemente.
Dietro agli episodi di violenza che vedono protagonisti ragazzi sempre più piccoli c’è, secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, una responsabilità che riguarda tutti gli adulti. In un’intervista a la Repubblica firmata da Francesco Patanè, lo psichiatra parte dal caso di San Vito Lo Capo, dove un dodicenne ha aggredito il proprio professore, per poi allargare il discorso al fenomeno in corso: «Stiamo assistendo alla tempesta perfetta e l’abbiamo creata noi», afferma, leggendo in quella vicenda «tutti gli errori, le indolenze e le miopie della società e degli adulti nei confronti dei minori». L’aggressione, spiega, nasce da tre nodi precisi, scuola, famiglia e accesso alla tecnologia, «su cui non possiamo più far finta di nulla». 🔗 Leggi su Open.online
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