Alunna bocciata con otto insufficienze famiglia fa ricorso | Scuola non ha applicato il PDP Il Tar dà torto | Non dimostrato che quei 4 e 5 dipendano da lì Cosa hanno detto i giudici
Una studentessa con disturbi specifici dell’apprendimento è stata bocciata in seconda superiore, avendo ottenuto otto insufficienze tra 4 e 5. La famiglia ha presentato ricorso al Tar contestando l’assenza di applicazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP). Tuttavia, i giudici hanno respinto il ricorso, affermando che non è stato dimostrato che le insufficienze derivassero dal mancato utilizzo del PDP.
Una ragazza con disturbi specifici dell’apprendimento viene bocciata in seconda superiore. Otto materie insufficienti, con voti tra 4 e 5. I genitori fanno ricorso al Tar della Lombardia, sostenendo che la scuola non ha applicato correttamente il Piano Didattico Personalizzato, lo strumento che serve proprio a sostenere gli alunni con queste difficoltà. Secondo la famiglia, le verifiche non erano adattate, mancavano i recuperi e nessuno li aveva informati tempestivamente. Il Tar, però, dà torto ai ricorrenti. I giudici spiegano che, anche se il PDP fosse stato applicato male, il dato oggettivo delle otto insufficienze resta. E senza la prova che quei voti dipendano da quelle mancanze, la bocciatura tiene. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it
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