Opere olimpiche ora è guerra giudiziaria tra Simico e Graffer Lo scambio di accuse | Noi vittime A Cortina mancavano persino i permessi

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È scoppiata una disputa legale tra due aziende coinvolte nelle opere olimpiche. Una delle parti sostiene di essere vittima e accusa l’altra di aver lavorato senza i permessi necessari a Cortina. La piccola impresa bresciana, che si occupava di realizzare tre cabinovie, si trova ora al centro di questa battaglia giudiziaria, dopo aver sperato di diventare un punto di riferimento nel settore degli impianti a fune.

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È un vaso di coccio tra vasi di ferro la piccola azienda bresciana che si illudeva di realizzare tre cabinovie olimpiche e sembrava destinata a diventare un terzo polo imprenditoriale nel mondo per pochi intimi dei costruttori di impianti a fune in Italia. Ma non ci sta a fare la parte di chi incassa supinamente le accuse di incompetenza, incapacità, inadeguatezza tecnica e progettuale. Alcuni giorni fa Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato e commissario straordinario di Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 ( Simico ), per difendersi dai sospetti di turbativa d’asta nell’affidamento dell’impianto di Socrepes, ha platealmente scaricato tutto su Graffer. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - Opere olimpiche, ora è guerra giudiziaria tra Simico e Graffer. Lo scambio di accuse: “Noi vittime”. “A Cortina mancavano persino i permessi”
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