Marmo e filiera corta scontro politico | Non stravolgerà i regolamenti approvati
La Corte Costituzionale ha confermato che le norme sulla lavorazione del marmo in loco non verranno modificate. La decisione riguarda le regole stabilite per la filiera corta e la lavorazione del marmo, senza apportare cambiamenti ai regolamenti già approvati. La sentenza ha suscitato reazioni nel panorama politico locale, senza tuttavia alterare le disposizioni già in vigore. La questione riguarda principalmente le modalità di lavorazione e la normativa vigente sulla filiera corta.
di Daniele Rosi La sentenza della Corte Costituzionale sulla lavorazione in loco scuote la politica carrarese. Da una parte la sindaca Serena Arrighi invita alla prudenza e difende l’impianto normativo costruito dal Comune negli ultimi anni; dall’altra le opposizioni leggono nella decisione della Corte una criticità politica basata sul modello della filiera corta del marmo. "Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale e con i nostri uffici siamo già al lavoro per comprendere nel dettaglio quali saranno le ripercussioni future - afferma la sindaca Arrighi - ma per quanto riguarda il Comune, la sentenza non stravolge e non scalfisce i regolamenti già approvati". 🔗 Leggi su Lanazione.it

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