Il gemello postumo in AI | parlare con i morti può confortarci davvero?
Da mesi si discute di “gemello AI”, una tecnologia che permette di creare repliche digitali di persone decedute. Si tratta di software capaci di simulare conversazioni con i defunti, offrendo un senso di presenza. Questa pratica si sta diffondendo tra chi cerca conforto, anche se non ci sono evidenze scientifiche che possa alleviare il dolore o fornire reale supporto emotivo. La questione riguarda anche implicazioni etiche e legali legate alla gestione di tali repliche digitali.
Da qualche mese si parla ovunque di “gemello AI”. Un’espressione che fino a poco tempo fa sembrava appartenere alla fantascienza e che oggi, invece, entra sempre più spesso nelle conversazioni quotidiane. Assistenti virtuali che imitano il nostro linguaggio, sistemi capaci di apprendere il nostro stile comunicativo, piattaforme che promettono di costruire copie digitali della nostra presenza. Ma cosa accade quando questa possibilità incontra il tema della morte? Negli ultimi anni abbiamo iniziato a lasciare online enormi quantità di tracce di noi stessi: messaggi vocali, mail, fotografie, video, chat, registrazioni audio, post pubblici e privati. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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