Mafia foggiana Lo Stato rifletta sulle proprie responsabilità
Le autorità hanno dichiarato che nei discorsi sulla mafia mancano due parole fondamentali: chiediamo scusa. Questa affermazione è stata pronunciata durante un incontro ufficiale, in cui si è sottolineato che lo Stato deve riflettere sulle proprie responsabilità. Non sono stati forniti dettagli specifici su eventuali azioni concrete o scuse ufficiali. La dichiarazione si inserisce nel contesto delle dichiarazioni pubbliche riguardanti il contrasto alla criminalità organizzata.
«Nei discorsi sulla mafia mancano due parole: chiediamo scusa». È il passaggio centrale della lettera che Giuseppe Ciuffreda, figlio dell'imprenditore Nicola Ciuffreda, ucciso dalla mafia foggiana nel 1990 dopo essersi rifiutato di pagare il pizzo, ha inviato al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. «Ci dice che basta presentarsi in Questura. Mi permette di avere qualche dubbio? Mio padre denunciò, e gli costò la vita», scrive, ricordando anche il caso di Giovanni Panunzio.Nella lettera emerge la richiesta di maggiore autocritica da parte delle istituzioni e di una tutela più efficace per chi denuncia. «Siamo tutti dalla stessa parte», conclude Ciuffreda, ma la mancanza di quel «chiediamo scusa» continua ancora oggi a pesare sulle vittime della mafia e sui loro familiari. 🔗 Leggi su Ilsipontino.net

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