L’archetipo della resa | da nipote di Badoglio a Tajani l’africano
Il testo segnala una continuità nel modo in cui la politica italiana affronta il declino del Paese, descrivendo questa gestione come una coerenza nascosta e quasi metafisica. La narrazione collega figure storiche e attuali, citando un nipote di Badoglio e un politico europeo, suggerendo un filo conduttore tra passato e presente senza approfondire motivazioni o conseguenze. La riflessione si concentra sulla percezione di un approccio uniforme e invariabile verso il declino nazionale.
Roma, 28 mag – C’è una coerenza sotterranea, quasi metafisica, nel modo in cui l’establishment politico italiano gestisce il declino della Nazione. Non è solo questione di incapacità tecnica o di miopia strategica. È una vera e propria postura dell’anima, una propensione all’autoliquidazione culturale che, nei momenti di snodo, riaffiora con la precisione di un orologio svizzero. Prendete l’ultima uscita di Antonio Tajani. Durante un convegno significativamente intitolato “ Italia-Africa: culture in gioco ”, il titolare della nostra politica estera ha pensato bene di regalare al pubblico una perla di esotismo genealogico: «Io ricordo sempre qual è l’origine del mio cognome: Al-Tijani, un profeta dell’Islam molto conosciuto nell’Africa. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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