Dentro Gaia Blu l’avamposto italiano che ascolta il mare
A bordo di una nave oceanografica, il mare viene studiato come superficie, fondale e colonna d’acqua, trasformando il paesaggio in un archivio e una frontiera da esplorare.
A bordo di una nave oceanografica, il mare non è mai soltanto paesaggio. È superficie, fondale, colonna d’acqua, archivio, frontiera. È ciò che si vede dal ponte e ciò che rimane invisibile: correnti, sedimenti, salinità, ossigeno, temperatura, carbonio, relitti, munizioni, microtracce di eventi accaduti decenni prima. È una massa viva e insieme un deposito di memoria, capace di registrare ciò che gli uomini fanno sulla terraferma, nei porti, nelle fabbriche, nei campi, in città, ovunque insomma si produca un impiatto ambientale. La nave da ricerca Gaia Blu, piattaforma oceanografica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, serve a questo: portare uomini, donne, strumenti e domande scientifiche là dove il dato nasce davvero, lontano dai laboratori e dalla velocità delle dichiarazioni pubbliche. 🔗 Leggi su It.insideover.com

Gaia Blu, lavamposto italiano che ascolta il mare
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