In nome del vaccino travisano la Consulta
Il Tribunale di Milano ha respinto in appello la richiesta di sette psicologi sospesi perché non avevano ricevuto il vaccino, nonostante lavorassero da remoto. La richiesta di rinvio alla Corte costituzionale, che si sarebbe già pronunciata sul caso, è stata negata. La decisione riguarda il ricorso contro la sospensione dal servizio e la questione legale sulla compatibilità delle restrizioni con le norme costituzionali.
Il Tribunale di Milano rigetta in appello l’istanza di sette psicologi, sospesi poiché non inoculati nonostante lavorassero da remoto: negato il rinvio alla Corte costituzionale, che si sarebbe già espressa sul caso. Il legale: «Falso: non è mai entrata nel merito». Sette psicologi non riescono a ottenere giustizia, dopo essere stati sospesi durante il Covid e non aver potuto esercitare l’attività nemmeno da remoto con i mezzi della telecomunicazione, in quanto non vaccinati. Avevano presentato ricorso, contro l’ordinanza con cui il Tribunale di Milano aveva rigettato le loro richieste di annullare, o dichiarare illegittimi, i provvedimenti disposti dall’Ordine degli psicologi della Lombardia, ma in Appello le loro domande non sono ritenute degne di passare al vaglio della Consulta. 🔗 Leggi su Laverita.info

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