Il caso Megan Gale arriva al Giurì della pubblicità | Iliad innocente nessuna violazione del Codice di Autodisciplina
Il Garante della pubblicità ha deciso che Iliad non ha violato il Codice di Autodisciplina nella campagna pubblicitaria con Megan Gale. La decisione arriva dopo un'indagine sul contenuto della promozione, che ha coinvolto anche il Giurì della pubblicità. Iliad ha quindi mantenuto il suo posizionamento senza incorrere in sanzioni o provvedimenti. La vicenda si è chiusa con l’esito favorevole per l’azienda, che aveva suscitato alcune contestazioni.
Il Garante della pubblicità ha dato ragione a Iliad nella controversia sulla nuova campagna promozionale dell’operatore telefonico, che vede protagonista Megan Gale. La decisione chiude, almeno per ora, una disputa che aveva acceso il confronto nel settore delle telecomunicazioni e attirato l’attenzione anche fuori dall’ambito strettamente pubblicitario. Al centro della polemica c’era la scelta di Iliad, fondata da Xavier Niel, di affidarsi proprio a Megan Gale, volto iconico delle campagne Omnitel e Vodafone tra la fine degli anni ’90 e il 2008. Una decisione che aveva spinto Fastweb, dopo l’acquisizione di Vodafone Italia, a contestare l’uso dell’immagine dell’ex testimonial, ritenendo che potesse creare un legame improprio con la notorietà costruita negli anni dal brand storico. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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