Ricatto continentale | Zelensky presenta il conto all’Europa e trasforma gli aiuti in minaccia politica aspettando che Putin ce lo tolga dalle scatole
Il presidente ha chiesto all’Europa 250 miliardi di euro, minacciando conseguenze gravissime se non verranno concessi. La richiesta segue un lungo discorso sulla resistenza, ma si trasforma in un ultimatum economico. La richiesta di fondi viene presentata come un modo per evitare un “inferno”, secondo le sue parole. La strategia sembra puntare a trasformare gli aiuti in leva politica, in vista di eventuali azioni da parte di altri attori internazionali.
Da simbolo della resistenza occidentale a esattore armato del continente: se davvero Volodymyr Zelensky avesse pronunciato parole simili, saremmo davanti al più clamoroso salto politico della guerra ucraina. Non più appelli alla solidarietà, ma un ultimatum in piena regola: o arrivano 250 miliardi dall’Europa, oppure “vi prepareremo l’inferno”. Una frase che, da sola, demolirebbe anni di narrazione costruita attorno alla causa ucraina come battaglia per la libertà europea. Perché qui non si parla più di cooperazione tra alleati. Qui si parla di pressione, paura, ricatto emotivo e finanziario. Dopo miliardi già versati da contribuenti europei alle prese con inflazione, caro energia e servizi pubblici in affanno, l’idea che Bruxelles debba piegarsi a nuove pretese sotto minaccia sarebbe politicamente esplosiva. 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it

TRAVAGLIO: ZELENSKY CONTRO I DISSIDENTI UCRAINI!
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