Pagati per dormire Quando il riposo dei dipendenti diventa un ‘bonus sonno’
In alcune aziende viene offerto un bonus sonno ai dipendenti che garantiscono almeno sette ore di sonno consecutive, considerato un beneficio legato al benessere sul lavoro. Questa pratica prevede il pagamento di un compenso specifico per il riposo notturno, considerato un elemento che può migliorare la produttività e la salute dei lavoratori. La proposta si basa su iniziative di aziende che hanno introdotto incentivi per il riposo, senza che siano legati a straordinari o altri bonus tradizionali.
Roma, 25 maggio 2026 – L'idea che la chiave per ottenere un aumento di stipendio non sia fare gli straordinari fino a tardi in ufficio, ma infilarsi sotto le coperte e dormire almeno sette ore filate, può sembrare una provocazione. Eppure, quella che un tempo era un'utopia è diventata l'ultima frontiera del benessere aziendale. È l'era della cosiddetta economia del sonno. I dati dello studio: 411 miliardi di dollari l'anno di costi Per decenni il modello produttivo occidentale ha inseguito il mito del dirigente di successo che dorme pochissimo, nutrito solo di caffè e ambizione. Oggi, però, i dati economici dimostrano che quel modello rappresenta un costo enorme per le imprese. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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