Vi racconto Taiwan dopo il vertice di Pechino Scrive Pelaggi
Durante il volo di ritorno da Pechino, a bordo di un aereo di Stato, un ex presidente degli Stati Uniti ha descritto un pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari destinato a Taiwan come “uno strumento di trattativa” con la Cina. La dichiarazione è stata rilasciata nel contesto di un commento pubblico, senza ulteriori dettagli o precisazioni. La notizia riguarda il rapporto tra gli Stati Uniti, Taiwan e la Cina, e le dinamiche di vendita di armamenti.
Sul volo di rientro da Pechino, a bordo dell’Air Force One, Donald Trump ha definito il pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari destinato a Taiwan “un ottimo strumento di trattativa” con la Cina. Una frase che, letta dalla capitale taiwanese, pesa più di quanto le cronache americane lascino intendere. Non perché contenga una svolta dottrinale: l’architettura del sostegno statunitense – dal Taiwan Relations Act al Porcupine Act, alle disposizioni Taiwan-related dell’NDAA, fino alla fornitura da 11 miliardi del dicembre 2025 – regge. Pesa perché ratifica un’impressione che a Taipei stava maturando da tempo: l’impegno americano è negoziabile, e la sua misura dipende dal calcolo personale di un presidente che parla la lingua dei deal meglio di quella delle alleanze. 🔗 Leggi su Formiche.net

Cina, nuove manovre militari attorno a Taiwan
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