I sogni musicali di Luigi Ghirri
Là vendono cartoline dell’impiccagione, dipingono di marrone i passaporti. Il salone di bellezza è pieno di marinai e il circo è in città. Desolation row, una delle canzoni più belle di Bob Dylan, comincia così, con istantanee surrealiste di un luogo indefinito che durante l’ascolto ti si piantano in testa. Sembra quasi di vederle. E poi la via della desolazione, che Fabrizio De André tradusse in Via della povertà, si riempie di protagonisti provenienti da diverse epoche storiche. Dylan li descrive come spettri emersi dal buio con tono shakesperiano: Cenerentola, Romeo, Einstein travestito da Robin Hood, ma anche Ezra Pound e T.S. Eliot, che “combattono nella torre del capitano” per contendersi il trono della poesia moderna. 🔗 Leggi su Internazionale.it

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