Batti’ il pittore che distrugge per far esistere Tra istinto musica e il CAM Mondadori 2027
Un pittore napoletano crea opere e poi le distrugge, ritenendo che ciò che non viene visto non sia mai esistito. La sua attività si svolge tra musica, istinto e l’evento “CAM Mondadori 2027”. Non vende i quadri, ma li produce e li cancella, sostenendo che solo ciò che viene osservato ha reale esistenza. La sua pratica artistica si svolge in modo continuo, senza conservare le opere finite.
NAPOLI – C’è un artista che non vende i propri quadri. C’è un pittore che li crea e poi li distrugge, non per rabbia, ma perché per lui ciò che non è stato visto non è mai esistito del tutto. Il suo nome è Cristian Battista, ma nel mondo dell’arte comeback come Batti’: un nome che è un gergo familiare, un accorciamento confidenziale, un modo per restare sospesi tra il vero e il falso, tra il pubblico e il segreto. Nato nel 1983 in un’atmosfera sospesa tra musica, pesca e antichità, Batti’ cresce diviso tra due mondi che non si incontrano mai davvero: il quotidiano e il segreto. Sua madre, Elisabetta, una donna napoletana che vive l’antiquariato come un labirinto emozionale, gli insegna il rispetto per ciò che porta addosso il tempo, le abrasioni, il silenzio del non detto. 🔗 Leggi su Lopinionista.it

AI DramaHe Hid His Power for His Sick Mother. Then They Came for Her.
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