Vedere i Geese al Coachella mi ha ispirato un paio di pensieri seri sul nostro istinto per la musica
Durante il secondo fine settimana del Coachella, ho seguito l’esibizione dei Geese tramite una diretta su YouTube, una scelta che permette di vivere l’evento come se fosse un grande show televisivo. Questa modalità di visione rende possibile godersi la musica da casa, senza dover essere presenti fisicamente al festival, e offre una prospettiva diversa sull’esperienza complessiva. La performance dei Geese ha suscitato alcuni pensieri sul nostro rapporto con la musica dal vivo.
Ho guardato l’esibizione dei Geese nel secondo weekend del Coachella dal mio salotto, su YouTube, una modalità di fruizione che apprezzo, perché trasforma il festival in qualcosa di molto simile al Super Bowl. Una giornata trionfale per tutti i brand coinvolti. Nell’attesa che i Geese salissero sul palco, YouTube mi permetteva di tenere d’occhio, in contemporanea, il main stage, il Sahara Tent e i palchi Gobi e Mojave: un quad?box degno di un giocatore d’azzardo compulsivo che ha puntato su un elaborato scenario in cui Alex G imbraccia la fisarmonica prima, o dopo, che Olivia Rodrigo salga sul palco chiamata da Addison Rae. È così che vinco. A quanto pare, per la prima volta nella storia del Coachella come evento su due weekend, i prezzi dei biglietti sono aumentati dal primo al secondo fine settimana.🔗 Leggi su Gqitalia.it

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