L’aspirante jihadista fermato a Firenze | Che Dio ci conceda di farli esplodere
Un quindicenne di origine nordafricana è stato arrestato a Firenze con l’accusa di aver pianificato atti di terrorismo. Durante le indagini sono state trovate conversazioni in chat in cui il giovane esprimeva il desiderio di usare molotov, ma riceveva consigli dal suo referente di preferire armi da fuoco. Le forze dell’ordine hanno sequestrato materiale e appurato che il ragazzo aveva manifestato intenzioni di compiere azioni violente, secondo le indagini in corso.
Nelle chat il quindicenne nordafricano sognava di utilizzare le molotov. «Non servono, basta un’arma», gli diceva il suo guru. Il quindicenne nordafricano, accusato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. È in cella, nel carcere minorile di Firenze, perché questa risulta «l’unica misura idonea», secondo il gip del tribunale per i minorenni, Giuditta Merli, che ha disposto l’ordinanza su richiesta del procuratore di Firenze, Roberta Pieri. Per il magistrato, infatti, «sussiste il concreto pericolo che l’indagato, se non adeguatamente cautelato, reiteri il reato intensificando il processo di radicalizzazione ed esponendo la collettività al rischio di atti di violenza dimostrativi e indiscriminati». 🔗 Leggi su Laverita.info
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