Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo | la campagna anti-Meloni di Italia Viva nelle stazioni è un caso

In alcune stazioni ferroviarie sono stati affissi manifesti e striscioni critici nei confronti della presidente del Consiglio. La campagna, promossa da un partito politico, si concentra su una frase che allude ai ritardi dei treni durante il suo mandato. L'iniziativa ha suscitato reazioni di vario tipo, attirando l’attenzione dei media e alimentando un dibattito pubblico. La presenza di materiali di protesta nelle aree di attesa e nelle banchine ha portato a discussioni sulla libertà di espressione e sugli spazi di critica politica.

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La campagna anti-Meloni di Italia Viva nelle stazioni diventa un caso politico. Tanto che la stessa società che gestisce gli spazi pubblicitari nei più grandi scali ferroviari del Paese – la Grandi Stazioni Retail – al termine di una giornata di fibrillazioni, chiede al partito guidato da Matteo Renzi di modificare i contenuti della comunicazione per concedere il rinnovo dell’autorizzazione. Per i renziani si tratta di un atto di “censura”, oltre che “una palese violazione degli articoli 21 e 68 della Costituzione” da “fine dell’impero”. Il partito avverte: “Ci tuteleremo in tutte le sedi, legali e istituzionali”. A innescare la miccia è ancora l’ex premier, che torna sulla stoccata messa a punto dall’ufficio comunicazione di Italia Viva: una campagna per il 2×1000 al vetriolo che punta dritto alla presidente del Consiglio. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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