L’anonimato per chi si rivolge a un centro antiviolenza è tutto Il caso della Casa delle donne di Modena
Una donna si rivolge a un centro antiviolenza e desidera mantenere l'anonimato. Di recente, la Casa delle Donne di Modena ha deciso di lasciare il Centro Antiviolenza “Paola Manzini” di Vignola e lo sportello di ascolto di Pavullo del Frignano. La decisione è stata definita “difficile e sofferta” dalla stessa struttura. Questa scelta riguarda la tutela della privacy e della riservatezza delle persone che si rivolgono ai servizi. La situazione ha suscitato attenzione nell’ambito delle reti di supporto alle vittime di violenza.
La Casa delle Donne contro la violenza (Modena) lascia il Centro Antiviolenza “Paola Manzini” di Vignola e lo Sportello di ascolto di Pavullo del Frignano dopo una decisione “difficile e sofferta”. E lo fa senza dichiarazioni di circostanza ma con la forza di una denuncia pubblica destinata a diventare una denuncia collettiva. Nel comunicato stampa pubblicato mercoledì hanno spiegato le loro motivazioni: “A causa di condizioni metodologiche inaccettabili, poste dalla committenza, che minano i presupposti alla base delle prassi di accoglienza dei Centri Antiviolenza dove l’ascolto, fondato sull’autodeterminazione della donna, sull’anonimato, sulla riservatezza, è pratica politica e atto di libertà”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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