Sanzioni alle vittime anziché ai carnefici
Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro interviene pubblicamente, si apre una discussione sulle sanzioni applicate in ambito legale. In alcuni casi, le misure restrittive vengono rivolte alle vittime di reati o comportamenti illeciti, piuttosto che ai responsabili delle azioni criminali. Questa situazione solleva interrogativi sulla coerenza e l’efficacia delle politiche sanzionatorie adottate, creando un quadro complesso di interventi e conseguenze che coinvolgono vari settori e istituzioni.
Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro Scott Bessent parla davanti alla conferenza ministeriale «No Money for Terror», il suo dipartimento firma le sanzioni dell’Office of Foreign Assets Control contro quattro organizzatori della Global Sumud Flotilla: Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese, Hisham Abdallah Sulayman Abu Mahfuz, Mohammed Khatib di Samidoun Bruxelles e Jaldia Abubakra Aueda di Samidoun Madrid. Bessent in un comunicato del Tesoro definisce la spedizione «pro-terror». Nelle stesse ore, la marina militare israeliana abborda le dieci imbarcazioni che il giorno prima erano sfuggite all’intercettazione. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it
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