Petrodollaro così la crisi di Hormuz sfida il primato americano
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha causato preoccupazioni tra le monarchie del Golfo, che si trovano a dover gestire le conseguenze di questa interruzione nel transito marittimo. La questione ha riacceso il dibattito sul ruolo dominante del dollaro nel commercio di petrolio, riempiendo le cronache di analisi e valutazioni sulle possibili ripercussioni per l’economia globale. La crisi ha portato all’attenzione delle autorità internazionali le vulnerabilità di un sistema energetico fortemente legato alle rotte di questa via strategica.
Può la crisi mediorientale trasformarsi in una crisi finanziaria? È ancora presto per dirlo, ciò che è certo, invece, è che la chiusura di Hormuz sta mettendo sotto forte pressione le monarchie del Golfo Persico, le cosiddette petromonarchie; che in questi mesi hanno visto le loro esportazioni energetiche dimezzarsi o praticamente azzerarsi. Eppure questi Regni rivestono un ruolo molto importante all’interno dell’economia del «dollaro», la principale valuta di riserva globale. È soprattutto per questo motivo che quando il governo degli Emirati Arabi Uniti ha presentato una richiesta ufficiale di scambio di valute (dollari americani agli Emirati per dirham emiratini agli Stati Uniti), lo scorso aprile, il Segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha risposto celermente in maniera affermativa. 🔗 Leggi su Laverita.info
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Is This How the US Dollar COLLAPSES | Secret Oil Shift
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