Hormuz e crisi del petrodollaro Il ricatto dello yuan
Recentemente si è assistito a dichiarazioni di funzionari governativi che hanno manifestato disponibilità a mettere in atto misure di sostegno per la valuta emiratina, tra cui la possibilità di creare una linea di swap valutario su richiesta formale. Queste dichiarazioni si inseriscono nel contesto delle tensioni legate alla crisi di Hormuz e alla questione del petrodollaro, con attenzione anche alle potenziali implicazioni sul mercato valutario internazionale.
Donald Trump e il suo Secretary of Commerce Scott Bessent hanno espresso apertura all’attivazione di misure di sostegno della valuta e della liquidità emiratina, inclusa la creazione di una linea di swap valutario, qualora formalmente richieste. Nonostante le smentite ufficiali, sarebbe stato lo stesso governatore della Banca Centrale emiratina (Cbuae) a paventare l’ipotesi durante incontri ufficiali a Washington delle scorse settimane, segnalando la possibilità di ricorrere alla denominazione delle esportazioni petrolifere in yuan cinesi (Rmb) o in valute alternative, qualora il protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz o il rinnovarsi degli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche continuassero a comprimere le entrate in valuta estera.🔗 Leggi su Formiche.net

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