Alessandro Cannevale | Nel carcere di Perugia intercettati i dialoghi tra avvocati e detenuti
Nelle ultime ore sono emerse notizie riguardanti il carcere di Perugia, dove sono state intercettate conversazioni tra avvocati e detenuti. Un avvocato che assiste una collega indagata ha denunciato come siano state effettuate registrazioni in tutte le sale colloqui, senza l’autorizzazione del giudice. La vicenda solleva interrogativi sulla legittimità di tali intercettazioni e sui possibili effetti sulla tutela dei diritti di difesa all’interno dell’istituto penitenziario. La vicenda è attualmente al centro di un’attenzione crescente.
Il legale, che assiste una collega indagata con un cliente in cella, denuncia la violazione dei diritti di difesa: «Registrazioni in tutte le sale colloqui anche senza autorizzazione del giudice. Così si avvantaggia l’accusa». Il carcere di Perugia è diventato una specie di Grande fratello per avvocati e detenuti. Purtroppo a loro insaputa. Forse sarebbe meglio parlare di un Panopticon, il carcere «ideale» pensato nel 1791 dal filosofo inglese Jeremy Bentham. Prevedeva una torre centrale di sorveglianza e celle disposte in modo circolare: nel progetto un solo guardiano poteva osservare tutti i prigionieri senza essere visto, creando un controllo costante e invisibile che induceva l’autodisciplina. 🔗 Leggi su Laverita.info

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