Spese militari il dietrofront del governo Meloni con Trump | Rivedere l’impegno Nato del 5% in armi è irrealistico
Il governo ha deciso di riconsiderare l’obiettivo di raggiungere il 5% del Pil destinato alla spesa militare, impegno preso durante il vertice di giugno 2025 a L’Aja. La decisione arriva dopo aver incontrato un rappresentante di un paese straniero, con cui si è discusso della fattibilità di questa soglia. Secondo fonti vicine alle parti, l’obiettivo di aumentare le spese per la Difesa al 5% entro il 2035 viene ritenuto irrealistico. La questione riguarda anche l’impegno assunto in ambito Nato.
Rivedere l’impegno di aumentare le spese per la Difesa al 5% fino al 2035 firmato al vertice dell’Aja a giugno 2025. Questo alla luce della “ situazione economica ” e delle “priorità nazionali” legate alla guerra in Medio-Oriente. Il clamoroso passo indietro del governo italiano di Giorgia Meloni sulle spese militari, che non piacerà agli Stati Uniti di Donald Trump e agli alleati della Nato, è scritto nero su bianco in una mozione che la maggioranza approverà martedì pomeriggio in aula al Senato. Un dietrofront inaspettato nonostante l’esecutivo nelle ultime settimane abbia fatto capire che, almeno per il 2026, alla vigilia delle elezioni, darà la priorità alle spese per l’energia rispetto a quelle militari. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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