Il business della carneficina dei soldati russi in Ucraina
Si parla di un presunto sistema criminale all’interno del settore militare russo, che si sostiene si arricchirebbe grazie alle continue perdite di soldati inviati in Ucraina. Secondo alcune fonti, questa rete avrebbe come obiettivo principale l’aumento delle risorse economiche attraverso le vittime sul campo di battaglia. Le accuse coinvolgerebbero diversi livelli dell’apparato militare, senza tuttavia fornire dettagli specifici sui soggetti o sulle modalità operative. La questione solleva interrogativi sulla gestione delle truppe e sulle eventuali responsabilità.
Nel cuore della macchina bellica russa si anniderebbe un «sistema criminale» che s’ingrossa grazie alla carneficina dei soldati inviati al fronte. «Buongiorno, sono il padre di un militare disperso durante gli assalti suicidi del 102° reggimento»: esordisce così Anorin Aleksandr Igorevich in un videomessaggio rilanciato dal canale Telegram «Ne Zhdy Khoroshie Novosti» e diventato virale in Russia. A far arrivare la denuncia di quest’uomo anche in Italia è stato Anton Sokol, analista geopolitico e youtuber, che ne ha scritto sulle colonne di Libero. Il meccanismo criminale descritto dal genitore si reggerebbe su un doppio livello: da un lato le perdite elevate al fronte, dall’altro il trattamento economico delle nuove reclute. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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