Il neuroscienziato Alex Korb | La depressione non è debolezza Dire a una persona depressa reagisci è come dire a un paralizzato di camminare Ma la guarigione può iniziare con piccoli gesti

Un neuroscienziato ha affermato che la depressione non rappresenta una debolezza, e ha paragonato il suggerimento di “reagire” a una persona depressa a dire a un paralizzato di camminare. Ha aggiunto che il percorso verso la guarigione può cominciare con piccoli gesti quotidiani, come aumentare l’attività fisica, migliorare il sonno, esporsi alla luce naturale e mantenere rapporti sociali. Questi cambiamenti possono aiutare a interrompere gli schemi mentali che alimentano la depressione.

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Nel suo libro La spirale positiva (edizioni Tea), Alex Korb spiega la depressione come un insieme di circuiti cerebrali che possono irrigidirsi. Ma anche modificarsi. Il punto centrale del suo lavoro è proprio questo: il cervello non è immutabile. E proprio grazie alla neuroplasticità, piccoli cambiamenti quotidiani possono alterare il modo in cui il cervello comunica con sé stesso, aprendo lentamente la strada a una risalita. Nel suo libro mette subito in discussione un’idea diffusa: la depressione non è solo «sentirsi tristi». Qual è l’errore più comune che facciamo quando pensiamo a questa condizione? «Il primo errore che molte persone fanno è pensare che la depressione sia semplicemente una reazione a un trauma o a circostanze negative e che, se la tua vita fosse migliore, non saresti depresso. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Il neuroscienziato Alex Korb: «La depressione non è debolezza. Dire a una persona depressa “reagisci” è come dire a un paralizzato di camminare. Ma la guarigione può iniziare con piccoli gesti»
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