Il Fisco non può spiare un contribuente servendosi del conto del suo partner o coniuge | cosa dice la Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che l’Amministrazione finanziaria non può effettuare controlli sui contribuenti attraverso l’accesso ai conti correnti dei loro partner o coniugi. La decisione si basa sul divieto di utilizzo di strumenti di indagine che violino il diritto alla riservatezza e alla privacy dei soggetti coinvolti, impedendo pratiche di sorveglianza indiretta tramite terzi. La pronuncia chiarisce i limiti delle azioni di verifica durante le operazioni di accertamento fiscale.
Importante precisazione nell'ambito dei controlli di Agenzia delle Entrate. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, infatti, impone un limite ben preciso: il Fisco non può intraprendere un'azione contro un contribuente basandosi esclusivamente sui movimenti sospetti individuati sul conto corrente del partner, o del coniuge. Le informazioni raccolte diventano nulle se non viene dimostrato un collegamento logico solido. Gli ermellini si sono pronunciati mediante l' ordinanza n. 123682026 che mette dei doverosi paletti. I giudici, infatti, hanno stabilito che non si può procedere contro un contribuente solo per dei movimenti sospetti riscontrati sul conto della sua compagna o moglie. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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