Difesa europea finita l’euforia Chi vince e chi perde la sfida dei bilanci
Dopo un periodo di ottimismo e promesse di investimenti, il settore della Difesa in Europa si trova ora a fare i conti con le reali risorse disponibili. Le discussioni sui bilanci pubblici e le prioritĂ di spesa hanno portato a un confronto piĂą concreto tra i vari Paesi membri. Alcuni hanno aumentato i fondi destinati alla difesa, mentre altri hanno mantenuto o ridotto le proprie allocazioni. La situazione attuale riflette un mutamento di atteggiamento verso le sfide di sicurezza e le risorse finanziarie necessarie.
Il settore della Difesa in Europa sta attraversando una metamorfosi profonda, passando da una fase di puro entusiasmo speculativo a una di estremo pragmatismo. Il mercato non si accontenta piĂą di prezzare la generica crescita della spesa militare, ma ha iniziato a distinguere nettamente tra le dichiarazioni di intenti e l’effettiva protezione dei budget. Questa differenza è il nuovo spartiacque: determina quali programmi sopravvivranno ai trade-off  fiscali e quali rimarranno, invece, semplici annunci. Questa transizione avviene in un quadro di impegni internazionali senza precedenti. Dal Summit Nato dell’Aia del 2025, gli Alleati hanno tracciato una rotta ambiziosa verso un investimento del 5% del Pil entro il 2035, con una quota core  del 3,5% per i requisiti fondamentali. 🔗 Leggi su Formiche.net

Guerres, Russie, Chine : Décryptage du Nouveau Chaos Géopolitique - Documentaire Monde - BSF
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