Le atlete madri finiscono quasi sempre nel vortice della retorica sulla maternità un racconto che enfatizza il sacrificio e la dimensione personale ma mette in secondo piano aspetti concreti come la scarsità delle tutele
Recentemente, durante una competizione di pattinaggio di velocità su ghiaccio, un’atleta madre ha cercato il proprio bambino tra il pubblico e lo ha abbracciato subito dopo aver concluso la gara. Questa scena si svolge a pochi mesi dai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Le atlete che sono anche madri spesso vengono descritte attraverso il tema del sacrificio e della dedizione personale, mentre le questioni relative alle tutele legali e ai diritti non sempre ricevono la stessa attenzione.
O limpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Francesca Lollobrigida, appena conclusi i 5000 metri di pattinaggio di velocità su ghiaccio, alza lo sguardo verso gli spalti, cerca suo figlio di due anni e lo abbraccia. L’immagine fa subito il giro del mondo. «Non lo vedevo da una settimana e volevo abbracciarlo. Lui voleva la sua mamma» dirà poi. L’opinione pubblica ne era rimasta affascinata, quasi stupita. Eppure, in quella scena, nulla era davvero inatteso. Il gesto, nella sua spontaneità dopo giorni lontana da casa, non aveva nulla di eccezionale. E nemmeno il valore dell’atleta. Lollobrigida, del resto, aveva già vinto 16 titoli mondiali nel pattinaggio a rotelle e, alle Olimpiadi di Pechino 2022, aveva conquistato un argento e un bronzo, prima ancora di diventare madre. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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