Askatasuna così funzionavano i piani di guerra contro polizia e cantieri della Tav in Val di Susa
Per diversi anni, alcuni hanno descritto Askatasuna come un punto di riferimento del dissenso sociale, un luogo frequentato da militanti, studenti e attivisti locali. Durante questo periodo, sono emersi dettagli sui piani di azione contro le forze di polizia e i cantieri della Tav in Val di Susa. Le indagini hanno chiarito come funzionassero le strategie adottate dal gruppo, rivelando le modalitĂ operative e le persone coinvolte. La ricostruzione si basa su documenti e testimonianze raccolte nel corso delle attivitĂ investigative.
Per anni una parte della sinistra ha raccontato Askatasuna come l’ultimo rifugio del dissenso sociale, una palestra politica popolata da militanti, studenti e “attivisti di quartiere”. Le carte della Procura restituiscono però un’immagine molto diversa. Non quella di un movimentismo disordinato o di un ribellismo generazionale, ma di una struttura organizzata che negli anni ha affinato tecniche operative, logistica e modalitĂ di scontro tra Torino e la Val di Susa. Le informative sugli antagonisti descrivono gruppi coordinati, mappe dei punti sensibili dei cantieri Tav, monitoraggio delle postazioni di polizia ed esercito, uso di sentieri montani per aggirare i reparti e nuclei pronti a disperdersi e ricompattarsi rapidamente. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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