Truth non è mai stato così popolare Chi c’è dietro la strategia social di Trump
Negli ultimi tempi, si nota un aumento significativo dell’attività sui social media di un ex candidato alla presidenza. La sua presenza online, caratterizzata da post e dichiarazioni, ha attirato l’attenzione di molti osservatori. La strategia adottata si basa su un uso intenso delle piattaforme digitali per comunicare direttamente con il pubblico, evitando i canali tradizionali. Questa scelta ha portato a un coinvolgimento elevato e a un’ampia diffusione dei suoi messaggi, rendendo la sua presenza online una componente chiave della sua comunicazione pubblica.
Immaginare un Donald Trump senza accesso ai social è impossibile (non che non ci abbiano già provato). Sin dalla sua candidatura alle elezioni del 2016 la comunicazione politica del tycoon è passata attraverso Twitter (prima che cambiasse nome e proprietà) e poi Truth diffondendo e amplificando a dismisura nella “Magasfera” messaggi e meme. Poco importa che tale strumento nato, sulla carta, per creare connessioni venga usato sempre più dal capo della Casa Bianca per dividere, dall’attacco al Papa alle minacce contro i Paesi Nato, o per rendere note anticipazioni, non del tutto affidabili, sull’andamento di trattative diplomatiche (vedi alla voce Iran), che un tempo sarebbero state cautamente maneggiate tra alti funzionari del 1600 di Pennsylvania Avenue e di Foggy Bottom. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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