Spiava l’ex moglie tramite una app e il GPS dell’auto | per la Cassazione è stalking
Una decisione della Cassazione ha confermato che la sorveglianza dell’ex moglie attraverso un’app e il GPS dell’auto costituisce stalking. La Corte ha respinto l’uso del pregiudizio della “querela strategica” come argomento per contestare le denunce delle donne che segnalano violenze. La vicenda riguarda un uomo che ha monitorato costantemente i movimenti dell’ex con strumenti tecnologici, portando alla condanna per comportamenti persecutori. La sentenza chiarisce come comportamenti di questo tipo siano punibili secondo la legge italiana.
Basta con il pregiudizio della « querela strategica » usato per smontare i racconti delle donne vittime di violenza. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di un uomo accusato di atti persecutori ( stalking ) e violenza privata nei confronti dell’ex moglie. Gli Ermellini hanno infatti rinviato il caso alla Corte d’Appello di Salerno per un nuovo processo, criticando duramente i giudici di secondo grado che avevano liquidato le denunce della vittima definendole, senza riscontri, « strumentali » rispetto al contenzioso civile per la separazione. Il GPS sull’auto, app spia e un cuscino sul volto. In primo grado, l’uomo era stato condannato dopo che era emersa una situazione di controllo totale e violenze subite dall’ex moglie. 🔗 Leggi su Open.online
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