Sako Bakari ucciso a Taranto è solo l’ultima vittima di crimini a sfondo razziale Cosa dicono i numeri sul fenomeno
Sabato 9 maggio, a Taranto, un uomo di 35 anni originario del Mali è stato colpito da tre fendenti durante una lite in piazza Fontana. L’uomo, che lavorava come bracciante, è stato colpito all’alba e trasportato d’urgenza in ospedale, dove è deceduto poco dopo. Questa vicenda si aggiunge a una serie di episodi di violenza a sfondo razziale verificatisi negli ultimi tempi, portando a riflettere sui numeri e sui casi che riguardano questo fenomeno in Italia.
Sako Bakari, 35 anni, bracciante maliano. Tre coltellate in piazza Fontana, a Taranto, all’alba di sabato 9 maggio. Si rifugia in un bar, il titolare lo invita ad uscire senza chiamare la polizia. Muore in strada. Sei i fermati per omicidio aggravato dai futili motivi: tutti italiani, quattro minorenni, due maggiorenni. È il copione che Melting Pot Europa ha smesso di leggere come eccezione: “La violenza non nasce mai nel vuoto, viene preparata, alimentata, resa possibile da un clima culturale e politico che costruisce continuamente nemici interni”. I numeri certificano cosa è stato alimentato. I numeri raccontano cosa è stato alimentato. Secondo il rapporto Censis 2024, i crimini d’odio sono passati da 555 nel 2015 a 1. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

Aggredito e ucciso a coltellate. Morto bracciante del Mali. Fermati 6 ragazzi (4 sono minorenni)
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Sako Bakari è stato ucciso da un gruppetto di ragazzi, molti dei quali minorenni, che lo hanno accerchiato, aggredito e pugnalato a morte. Senza alcun apparente motivo. Però intanto le indagini contemplano anche la pista dell’odio razziale. Ascolta il nuovo e facebook
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