Propaganda sul virus per creare mercato
Secondo un articolo pubblicato da un quotidiano, alcuni medici esprimono preoccupazione riguardo a una campagna di comunicazione legata a un virus, ritenendola potenzialmente volta a stimolare un mercato. Si parla di un clima che potrebbe favorire l’introduzione di un nuovo vaccino, anche se uno degli scienziati coinvolti in una scoperta relativa a un ceppo di origine andina afferma che al momento il vaccino non è né utile né necessario. La discussione si concentra quindi su possibili strategie di marketing nel settore sanitario.
L’allarme non è mai esistito, ma i titoli allarmistici continuano a sbocciare sulle prime pagine. C’è chi ha soffiato sul fuoco e ora se la prende con presunti complottisti; chi, come Repubblica, insiste a scrivere che i medici sono preoccupati. La veritĂ la dice Juan Bertoglio, internista immunologo cileno con esperienza quarantennale che diversi decenni fa si trovò alle prese con il primo caso di virus Andes. «Il problema principale, qui, è quella che io chiamo disinfodemia. Una epidemia o pandemia di disinformazione. Una propaganda che evidentemente serve a creare un mercato». In effetti, a beneficiare della tormenta mediatica finora sono state soltanto societĂ come Moderna, a cui è bastato annunciare di essere al lavoro su un possibile vaccino per aumentare i profitti in Borsa. 🔗 Leggi su Laverita.info

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