Partiti i due cacciamine italiani diretti a Gibuti | con la tregua pronti ad intervenire nello Stretto di Hormuz
Due cacciamine italiani sono partiti verso Gibuti, pronti a intervenire nello Stretto di Hormuz in caso di necessità. Il ministro della Difesa aveva dichiarato in Parlamento che, in caso di pace, le unità delle nazioni alleate avrebbero impiegato circa un mese di navigazione per raggiungere il Golfo. La missione è stata avviata con l’obiettivo di rafforzare la presenza nel tratto di mare strategico, tra i più importanti per il commercio marittimo internazionale.
Lo aveva annunciato mercoledì il ministro della Difesa Guido Crosetto in Parlamento: «laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo. In via precauzionale stiamo così predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto». Ed oggi il "Crotone" e il "Rimini", le due unità specializzate nel delicato compito di bonificare le acque da ordigni, sono partiti dal porto di Augusta, in Sicilia. Rotta verso Gibuti, crocevia strategico tra Suez e il Golfo La meta è per ora Gibuti, dove è presente una base italiana in un'area che è un crocevia strategico per le linee di comunicazione marittime che dal Mediterraneo sono dirette, attraverso il Canale di Suez, verso il Golfo Persico e il Sud Est asiatico. 🔗 Leggi su Feedpress.me

CACCIAMINE HORMUZ | 15/05/2026 #Shorts
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