L’invenzione del maschio alfa
Negli ultimi anni, sono stati diffusi numerosi consigli sulla mascolinità, in particolare quelli che promuovono l’immagine del “maschio alfa”. Questi suggerimenti spesso si concentrano su comportamenti e atteggiamenti considerati tipici di questa figura, senza molte volte approfondire le basi scientifiche o le implicazioni legali delle pratiche consigliate. La diffusione di queste teorie ha portato a discussioni pubbliche e a dibattiti tra esperti, ma anche a casi giudiziari legati a comportamenti considerati dannosi o illegali.
A dar retta a internet, il maschio alfa si riconosce da alcuni tratti indispensabili: mascella squadrata, sopracciglia aggrottate, muscoli definiti, bitcoin, frigo pieno di carne cruda. Sono questi gli elementi che caratterizzano un uomo capace di soggiogare ogni femmina nel raggio di vari chilometri. La fonte è del tutto affidabile: gli influencer. Bene. In questa storia c’è già una cattiva notizia: l’esistenza del maschio alfa è contestata dagli stessi scienziati. Il termine proviene dagli studi sui lupi. Se immaginate mute formidabili che attraversano la steppa, vi fermo subito. Gli studi riguardavano lupi allevati in cattività, dentro a uno zoo. 🔗 Leggi su Internazionale.it

La guerra in cucina: induzione vs maschio alfa! #shorts
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