L’arcipelago industriale del Golfo dove petrolio e solare ridisegnano il deserto
L’area del Golfo Persico si caratterizza per un’attività industriale intensa, con un’estrazione di circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno e un utilizzo di oltre mille miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Si tratta di un territorio in cui grandi investimenti sono dedicati alla produzione di energia, con progetti che coinvolgono sia il petrolio che le fonti solari. Le cifre relative a queste attività sono molto elevate e spesso difficili da visualizzare.
C’è un problema di scala, quando si parla del Golfo Persico. I numeri sono troppo grandi – 10 milioni di barili al giorno, mille miliardi di metri cubi di gas, due trilioni di dollari – e troppo astratti perché il lettore se li figuri. Le immagini sono spesso peggio: un primo piano di una raffineria, un dettaglio di una piattaforma, una chiazza di pannelli fotovoltaici in mezzo al deserto possono essere belli ma non comunicano la loro dimensione, perché non hanno punti di riferimento. Dieci scene PlanetScope, ognuna con un AOI di una trentina di chilometri quadrati, forniscono allora un servizio inatteso: ti danno la scala. Ti dicono che il fossile, nel Golfo, occupa il territorio non in centinaia di ettari ma in centinaia di chilometri quadrati; e che il sole, accanto, sta cominciando a occuparlo allo stesso modo. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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