La grande alluvione ferite ancora aperte E la paura non passa

Sono trascorsi tre anni dall’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, provocando vittime e ingenti danni materiali. La regione ha ancora segni evidenti di quella calamità, e le strade e le campagne mostrano le ferite lasciate dall’acqua. Le autorità hanno avviato interventi di ricostruzione e prevenzione, ma la memoria dell’evento rimane vivida tra la popolazione. La paura di nuove alluvioni sembra continuare a influenzare le scelte quotidiane delle persone e le politiche di gestione del territorio.

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Bologna, 15 maggio 2026 – Sono passati tre anni dalla catastrofe che ha seminato morte e distruzione in Emilia-Romagna e che ha cambiato per sempre la percezione della pericolosità dei cambiamenti climatici e della fragilità del territorio. Tra il 16 e il 17 maggio 2023 piogge torrenziali e prolungate gonfiarono i fiumi e provocarono devastanti esondazioni in pianura e frane e smottamenti sull’Appennino. Nonostante l’allerta rossa diramata il giorno prima dalla Protezione civile, la dimensione dell’evento (furono stimati 6 milioni di metri cubi d’acqua esondata) sorprese la popolazione. Alla fine ci furono 17 vittime e i danni sono stati quantificati in 8,5 miliardi di euro. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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