I monumenti zoppicanti della nostra politica | così Israele rivendica le mutilazioni inflitte ai palestinesi
In Cisgiordania, l’esercito israeliano può aprire il fuoco contro i palestinesi, ma non contro gli ebrei, secondo quanto dichiarato da Avi Bluth, capo del Comando Centrale dell’esercito israeliano. Questa distinzione, definita come una regola non scritta, è stata confermata con orgoglio da Bluth. La politica israeliana nei territori occupati prevede restrizioni e pratiche che, in alcuni casi, sono state descritte come mutilazioni di diritti e libertà dei palestinesi.
In Cisgiordania l’esercito israeliano può sparare ai palestinesi, ma non agli ebrei. È una regola non scritta, ma pienamente operativa, tant’è che a raccontarlo — anche con estrema fierezza — è Avi Bluth, capo del Comando Centrale dell’esercito israeliano. La cronaca della Cisgiordania, dove dall’ottobre 2023 sono stati uccisi almeno 1.151 palestinesi, lo testimonia da tempo. Altra cosa, però, è sentire dichiarazioni tanto esplicite dalla voce del comandante dell’IDF in West Bank. A riportare le sconvolgenti parole di Bluth, pronunciate durante un forum a porte chiuse e mai smentite, è stato Haaretz. I palestinesi gambizzati: “I nostri monumenti zoppicanti”. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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