Università così la riforma del Cun garantisce autonomia e centralità alla comunità accademica
Il 22 aprile 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato una proposta di legge che riguarda la riforma del Consiglio Universitario Nazionale (Cun). La modifica normativa mira a rafforzare l'autonomia delle università e a valorizzare il ruolo della comunità accademica all’interno del sistema universitario. La nuova legge introduce cambiamenti che interessano le funzioni e le competenze del Cun, con l’obiettivo di rendere più efficace la rappresentanza e la partecipazione degli atenei nelle decisioni politiche e amministrative.
Nella recente proposta di legge per la riforma del Consiglio Universitario Nazionale (Cun), approvata nel Consiglio dei ministri del 22 aprile 2026, è stato raggiunto un importante risultato. L’organo resta il luogo elettivo della rappresentanza della comunità accademica e si autodetermina nella scelta del proprio Presidente. È prevalsa la saggia decisione del ministro Anna Maria Bernini, caldeggiata da FdI, di lasciare piena autonomia decisionale al Cun nella scelta del proprio Presidente. Aspetti positivi della proposta di riforma sono la razionalizzazione della composizione del Cun stesso, con due rappresentanti per ciascuna delle 14 attuali aree, rispettivamente una per gli ordinari ed una per associati e ricercatori. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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