Per anni mi hanno chiamato ‘tappo’ e ‘nano’ Ho retto perché ho le spalle larghe Il bodyshaming è violenza psicologica capace di produrre sofferenza misurabile | le parole di Renato Brunetta

Renato Brunetta ha scritto un articolo sul Corriere della Sera per parlare di bodyshaming e dei danni che può provocare. Ha raccontato di essere stato chiamato “tappo” e “nano” per molti anni, sottolineando di aver resistito grazie alle sue spalle larghe. Nell’intervento, ha affermato che il bodyshaming rappresenta una forma di violenza psicologica, capace di causare sofferenza, abbandono scolastico, isolamento, disturbi alimentari e depressione. Le sue parole si concentrano sull’impatto di questi comportamenti sulla salute mentale e fisica delle persone.

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Un lungo scritto firmato sul Corriere della Sera per parlare di come il bodyshaming sia violenza. Renato Brunetta è netto: "È violenza psicologica, capace di produrre sofferenza misurabile, abbandono scolastico, isolamento, disturbi della nutrizione, depressione". L'occasione è una data, il prossimo 16 maggio, quando "lo Stato lo riconoscerà per quello che è — violenza psicologica, morale e materiale — e gli dedica una Giornata nazionale, contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. Era ora". Poi l'esperienza personale: "Lo scrivo con la voce di chi ne sa qualcosa. Della mia statura non porto responsabilità, sono responsabile soltanto di quello che ho fatto nella vita. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - “Per anni mi hanno chiamato ‘tappo’ e ‘nano’. Ho retto perché ho le spalle larghe. Il bodyshaming è violenza psicologica, capace di produrre sofferenza misurabile”: le parole di Renato Brunetta
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