Marx censurato? I toni apocalittici di Cacciari & c e la paura di perdere il proprio pantheon ideologico
Di fronte alle recenti direttive per il settore scolastico, alcuni hanno espresso preoccupazione sostenendo che si tratti di una forma di censura e di limitazione della libertà di espressione. Le reazioni sono state accompagnate da toni forti e allarmi sui rischi di oscuramento di determinati pensieri o idee. In questo clima, sono stati sollevati commenti che hanno richiamato il timore di perdere il controllo su un patrimonio ideologico considerato fondamentale.
Di fronte alle nuove indicazioni nazionali per la scuola, alcuni hanno pensato bene di reagire come si fa di solito quando si perde il monopolio simbolico su un pezzo di spazio pubblico, gridando alla censura e all’oscurantismo. Il fatto, poi, che tra i firmatari dell’ennesimo appello compaiano professori universitari sembra bastare a trasformare una presa di posizione politica in una verità rivelata. In Italia funziona spesso così. Basta un elenco di cattedre e di firme perché una tesi assuma automaticamente il tono della superiorità morale. Come se l’università conferisse non soltanto competenza, ma anche una specie di infallibilità etica. Esclusione di Marx, la polemica dei custodi della legittimità culturale. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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