Cos’è il cognitive hacking e perché l’AI è un' arma di persuasione | esce in libreria Hackerare la mente la guida contro la manipolazione digitale
È uscito in libreria un libro intitolato “Hackerare la mente”, che affronta il tema del “cognitive hacking”. Questa pratica si riferisce a tecniche di manipolazione digitale che mirano a influenzare i processi mentali delle persone attraverso strumenti come l’intelligenza artificiale. La pubblicazione analizza come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata come uno strumento di persuasione, spostando l’attenzione dalla sicurezza informatica tradizionale alle vulnerabilità della mente umana.
La nuova frontiera della sicurezza informatica ha smesso di concentrarsi esclusivamente su codici, virus e furti di password per puntare direttamente alle vulnerabilità del pensiero umano. È la tesi alla base di “ Hackerare la mente. Parole, algoritmi e inganni. Come difendere la propria libertà digitale”, il saggio scritto da Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco e pubblicato da Il Sole 24 Ore. Il libro parte da un presupposto tecnico e sociale preciso: nel mondo iperconnesso contemporaneo, il vero punto debole delle infrastrutture digitali non è il software, ma l’utente. Gli autori analizzano il fenomeno del cognitive hacking, una forma di attacco mirata non a violare reti informatiche, ma a influenzare percezioni, emozioni e processi decisionali. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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