Contro l’assuefazione a morte e orrore torniamo a difendere la vita che nasce

Negli ultimi tempi si torna a parlare della tutela della vita fin dal suo inizio, sottolineando l’importanza di proteggere la famiglia, spesso messa sotto pressione da diverse ideologie. Si discute di come prevenire atteggiamenti di assuefazione a immagini di morte e violenza, e di mantenere saldo il ruolo della famiglia come elemento fondamentale della società. La questione viene affrontata con un’attenzione particolare alla necessità di respingere pratiche che possano minare la coesione sociale e i valori tradizionali.

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Siamo una cultura di morte. È cominciata con il femminismo. Semplificando molto, veramente molto, possiamo affermare che il nostro cervello ha due emisferi, destro e sinistro, diversi e complementari, due modi di guardare il mondo, due verità che convivono senza mai fondersi davvero. Il sinistro è un ragioniere inflessibile: pretende che due più due faccia quattro, sempre e soltanto quattro. Non ama le distrazioni, procede in fila indiana. Il destro non fa addizioni, intuisce. Non dimostra: collega. Dove il sinistro costruisce, il destro indovina. È affollato, simultaneo, quasi chiassoso: tiene insieme immagini, simboli, analogie. È lì che nascono le fiabe, i miti, la letteratura fantastica. 🔗 Leggi su Laverita.info

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