Hormuz due mesi e mezzo dopo i fertilizzanti sono già più cari e il cibo quasi
Dopo due mesi e mezzo dalle tensioni nello stretto di Hormuz, i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati e anche il costo del cibo si sta alzando. Le tensioni tra le nazioni coinvolte hanno portato a un incremento delle spese per le materie prime e i prodotti alimentari, con effetti che si sentono anche oltre i confini immediati della regione. La situazione ha ripercussioni che si riflettono sui mercati globali e sui consumatori.
Le tensioni nello stretto di Hormuz hanno una ricaduta invisibile ma potentissima sulla nostra alimentazione: come vi abbiamo raccontato all’inizio di questa crisi, il rincaro dei fertilizzanti rischia di compromettere le semine primaverili, la qualità e la quantità dei raccolti, inclusi quelli di grano, provocando un aumento dei prezzi dei beni alimentari al supermercato. Oggi quelle previsioni sono diventate realtà: nel mese di marzo il prezzo dell’urea, il principale fertilizzante azotato, ha raggiunto i 725 dollari per tonnellata, con un incremento del 53,7 per cento rispetto a febbraio. È il livello più alto degli ultimi quattro anni. La stima arriva dalla Banca Mondiale ed è stata ripresa anche da Milling Middle East & Africa.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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