Cultura mentre al ministero vanno in scena le faide di partito la povertà educativa dei minori resta fuori dall’agenda di governo
Nel ministero della Cultura si svolgono incontri tra fazioni politiche, mentre la questione della povertà educativa tra i minori non compare nei programmi ufficiali dell'esecutivo. Le discussioni interne riguardano alleanze e schieramenti, lasciando da parte temi che riguardano direttamente il benessere dei giovani. La situazione si svolge in un clima di tensione tra le diverse fazioni, senza che siano prese decisioni concrete sui problemi sociali.
Dentro al ministero della Cultura, in queste ore, si decide chi sta con chi. Il ministro Alessandro Giuli ha revocato due figure chiave del suo staff: Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica e vicinissimo al sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, capo della segreteria personale e dirigente di Fratelli d’Italia in Umbria. La motivazione ufficiale per Merlino è il caso del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti, escluso dai contributi selettivi del Mic in aprile nonostante 76 atenei italiani avessero aderito alla proiezione promossa dalla senatrice Elena Cattaneo. Per Proietti, una missione a New York saltata.🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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