Il dialogo col vescovo Anselmi | Siate giornalisti di bene e pace

Il 29 aprile, il vescovo Nicolò Anselmi ha incontrato la nostra redazione, rispondendo a una serie di domande sul suo percorso e sulla sua visione. Nato a Genova in una famiglia praticante, ha condiviso i motivi che lo hanno portato a scegliere la strada del sacerdozio. Durante l’intervista ha anche invitato i giornalisti a essere portatori di bene e pace nelle proprie parole.

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Il 29 aprile il vescovo Nicolò Anselmi ha risposto alle domande della nostra redazione. Come ha deciso di intraprendere la via del sacerdozio? "Sono genovese nato in una famiglia credente. Sono andato a scuola dalle suore, ho fatto il chierichetto e lo scout. Al terzo anno di liceo scientifico ho sentito il desiderio di servire gli altri, così ho creato un doposcuola per bambini. Mi piaceva aiutare gli altri e stare con il Signore, sentire le Sue risposte alle mie domande; mi piaceva parlare di Dio ai bambini e mi son detto ‘forse devo dedicare tutta la vita a Lui’. Poi il mio caro amico Massimo, affetto da distrofia muscolare, è morto. Ho chiesto aiuto a don Francesco per capire ma lui disse che non sarei mai diventato prete.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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