Il Baltico va protetto dalla Russia non dalla resistenza ucraina
Recentemente, nella regione orientale di uno dei paesi baltici, due droni sono caduti vicino a un deposito di idrocarburi a circa quaranta chilometri dal confine russo. Questo episodio si inserisce in un contesto di crescenti tensioni nella zona, dove la guerra dei droni ha superato i confini tradizionali. La questione della protezione del Baltico si pone come un tema centrale, con implicazioni che coinvolgono più attori e interessi strategici.
La guerra dei droni non conosce più confini lineari. L’episodio di R?zekne, nella Lettonia orientale, dove due UAV precipitati hanno colpito un deposito di idrocarburi a circa quaranta chilometri dal confine russo, rappresenta molto più di un incidente periferico. È il sintomo di una trasformazione strategica che riguarda l’intera architettura di sicurezza europea: la progressiva estensione del conflitto russo-ucraino dentro lo spazio operativo della Nato, anche senza intenzionalità politica diretta. Il punto essenziale è distinguere il fatto dalla propaganda. Due droni sono entrati nello spazio aereo lettone e uno di essi ha provocato un incendio in un sito di stoccaggio petrolifero a R?zekne, danneggiando quattro serbatoi vuoti.🔗 Leggi su Linkiesta.it

Transnistria, Abkhazia, Ossetia: a journey into the ghost countries of the Soviets
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